mercoledì, 28 maggio 2008
PULSATILLA

esce il nuovo libro di Pulsatilla, primo romanzo nel senso vero del termine (nel senso di "Promessi Sposi" o "Il Gattopardo" o "Guerra e pace", e chi più ne ha più ne metta). Forse in questi giorni va di moda parlarne, ma l'anticipazione sul sito di bompiani è succulenta:

“Come ti chiami?”
“Giulietta.”
“Ah, come la Giulietta Shakespeariana!”
"No, come la Giulietta Sprint con cui mio padre ha tentato di investire mia madre quando ha scoperto che era incinta”

LOLLISSIMO, direbbero i miei amici Nerds....
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domenica, 18 maggio 2008

CHARLIE CHAPLIN
Discorso all'umanità

"Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l'avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!

Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo". Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!

Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L'animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù." 

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domenica, 18 maggio 2008
ROBERT KENNEDY
Il nostro benessere

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani."

 

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domenica, 18 maggio 2008

BUKOWSKY

"Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere.
Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare;
e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa."

"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto."

Charles Bukowski su Wikiquote

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venerdì, 16 maggio 2008

THE DARJEELING LIMITED

...o come cazzo si scrive...
Poco tempo per scrivere, devo partire per un aperitivo temerario con il mio migliore amico.

Lanegan e Campbell regalano un nuovo disco "Sunday at devil dirt", comprato subito: se c'è una cosa che potete fare per farmi comprare un disco è dire che cè dentro Mark Lanegan; se Max Pezzali facesse un disco con Mark Lanegan lo comprerei, giuro. Lo sto ascoltando ora, distrattamente, ma penso che dovrò dargli un po' più di tempo...

Comunque, per tornare al titolo del post, davvero non volevo vederlo il nuovo film di Wes Anderson, davvero mi ha annoiato con tutta quella sua confusione che non fa nè ridere nè piangere, nè emozionare, un puro esercizio di stile. WES ANDERSON MI HA ROTTO IL CAZZO....

Fatto sta che a casa non ci so stare, ormai ci ho perso l'abitudine (e mi vengono dei pensieri che non vorrei pensare), a meno di crollare miseramente sul divano, quando è il corpo che te lo chiede. Quindi, sono solo, non sento nessuno perchè non ho voglia di sentire nè vedere nessuno, decido di andare al cinema; l'unica cosa che pare essere decente è il suddetto film, e comincia anche piuttosto presto: mi affretto, doccia veloce e cena parca (una mela, tanto la pizza del "Filosofo" a pranzo è ancora tutta da digerire...) e parto per S.Ilario.

Beh, vaffanculo, il film mi è piaciuto. Forse mi è piaciuto, lo ammetto, perchè non mi aspettavo granchè. Il tempo stringe, ma mi sono piaciuti i suoi colori, la sua musica, il suo ritmo e anche la sua impossibilità di risolversi (una delle cose che più si odia di Anderson). E davvero (ma è un periodo che sono troppo suggestionabile, davvero...) la cosa che mi è piaciuta di più è la scena del salvataggio e SPOILER WARNING della morte del bambino, così umana, quasi trascendente (cazzo vuol dire, boh... parolone messo a caso) nell'economia dei personaggi Andersoniani, così diversa, da quello che c'è prima e da quello che c'è dopo. Forse uno spartiacque o solo un momento di passaggio nella vita dei personaggi.

Punto e a capo, devo andare, il vino mi aspetta...

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venerdì, 16 maggio 2008
AFTERHOURS

"...non sarebbe bello
Non farsi più del male
Non sarebbe strano
Se capitasse a noi..."

Afterhours, "Riprendere Berlino", da "I milanesi ammazzano il sabatp". Devo ascoltarlo ancora, ma sembra notevole. Al momento, da bravo impenitente romanticone, consiglio "I milanesi ammazzano il sabato", "Musa di nessuno", "Orchi e streghe sono soli".

i primi video ufficiali: "Riprendere Berlino":


"E' solo febbre":



"Pochi istanti nella lavatrice":

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mercoledì, 14 maggio 2008

NON RESISTO...

 

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mercoledì, 14 maggio 2008

MAH...proviamoci

Conversa da botequim, versione Chico Buarque:

Versione Maria Rita:

 ok....

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mercoledì, 14 maggio 2008
PAOLO BENVEGNU'

...Paolo Benvegnù, dice wikipedia, è un cantante e chitarrista italiano che, dico io, confina a nord con Brescia (provincia di Brescia), a Sud con Prato (provincia di Prato) e a est con Carpi (che ancora non fa provincia).

Brescia, perchè ci è nato e ci ha vissuto le prime fasi della sua vita artistica e non. Non è dato sapere l'anno di nascita.

Prato, perchè ora vive e lavora lì.

Carpi perchè, a quel che dice l'interessato, sua nonna è di Carpi. Effettivamente, a Carpi, c'è una famiglia Benvegnù. Non  è dato sapere se l'affermazione del cantautore sia vera e se la famiglia Benvegnù in questione sia ad esso legata. Benvegnù, a dire il vero, è un cognome poco diffuso, e ciò ci spinge a non dubitare della buona fede del cantautore.

Paolo Benvegnù rigrazia i comuni di Spilamberto, Carpi, Modena, Nonantola, perchè, ormai, ci suona spesso e, a suo dire, lo chiamano solo qui.

Effettivamente, Paolo Benvegnù ieri sera suonava a Spilamberto (bella cittadina, non me lo immaginavo, addirittura con un museo sull'Aceto Balsamico) e sentirlo suonare (da solo, voce e chitarra acustica) e cantare e parlare (lo intervistavano anche, e l'intervistatore era un omino con un difetto di pronuncia sulla Z davanti al quale non si riusciva proprio a rimanere seri) è sempre una grande emozione. In realtà è un turbine di emozioni che colpisce la mente, il cuore e l'intero corpo "elettrico". Dovresti vederlo.

E' uno dei grandi cantautori italiani viventi. E' uno che ci mette 4 anni a fare un disco, come faceva Jeff Buckley. E' uno che avrebbe potuto cavalcare l'onda rock della metà degli anni 90, seguire le orme di Afterhours (parentesi, ti devo far sentire il nuovo degli Afterhours, chissà che dopo i Marlene non ti vengano a piacere anche loro), Marlene, CSI e diventare ricco e famoso e coccolato da pubblico e critica, se solo fosse stato, come lui stesso ammette, un bravo manager di sé stesso, se non si fosse lasciato andare troppo alle emozioni forti che aveva dentro.

Lui dice che è povero, ma felice. Ed è una persona umana umile e divertente, che ama giocare con se stesso e con la sua musica, con i suoi musicisti. Ieri sera aveva un leccalecca a forma di ciucio e ci giocava mentre cantava e suonava e parlava, mentre accordava la chitarra e mentre giocava con una corda rottasi (!) nell'enfasi della musica. Bisogna che ti porti davvero a vederlo la prossima volta che passa da queste parti.

Chissà perchè, poi, c'è sempre la mezzaluna ed è alta e forte e luminosa, quando suona Benvegnù in provincia di Modena.

Saluti,
Nicky
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giovedì, 08 maggio 2008

AMO QUEST'UOMO

scrittore e giornalista eccezionale, Gabriele Romagnoli, tiene una rubrica su Repubblica.it:

Navi in Bottiglia - Gabriele Romagnoli

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